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Centro Qwan Ki Do Trento

Vo Duong Luong Nhat lượng nhất

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25°Anniversario

1984-2009

Qwan Ki Do In Trentino

INIZIO STAGIONE 2010/2011

LUNEDI' 4 OTTOBRE



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Ecco gli orari degli allenamenti estivi

GLI APPUNTAMENTI NORMALI A GARDOLO SONO DALLE ORE 20.00 ALLE 22.00

GLI APPUNTAMENTI AL LAGO SONO ALLE 19.30

DEFINITI GLI APPUNTAMENTI DI SETTEMBRE:

 

giovedì 02/09/2010            Palestra 2° Gardolo - quella che già usiamo   20.00 – 22.00

giovedì 09/09/2010            Palestra 2° Gardolo  - quella che già usiamo   20.00 – 22.00

poi 

mercoledì 15/09/2010          Palestra Scuola Media Manzoni     20.00 – 22.00

mercoledì 22/09/2010          Palestra Scuola Media Manzoni     20.00 – 22.00

mercoledì 29/09/2010          Palestra Scuola Media Manzoni     20.00 – 22.00

 

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CALENDARIO ALLENAMENTI

ESTIVI CLICCARE QUA

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“Le arti marziali, un’occasione per essere coscienti”

Sessantatre anni, arzillo e sorridente, Jean Qui sembra aver preso la dimensione più solare di due culture a cui si sente appartenente, quella delle sue origini, vietnamita, e quella francese, per mezzo della quale egli ha studiato.

Un uomo riservato, ma aperto agli altri, un maestro sereno che non aveva richieste.

JEAN QUI in breve:

Jean Qui nacque in Vietnam nel 1937, e vive in Francia dal 1955. E’ stato un insegnante di management e tecnologia nell’industria automobilistica. Jean Qui seguì l’insegnamento del Maestro Nguyen Trung-Hoa, uno dei grandi precursori della pratica delle Arti Marziali Vietnamite in Francia. Attualmente insegna, all’età di 73 anni, nel suo club, il “Sainte-Geneviève VIETVODAO”.

IL MIO DEBUTTO IN VIETNAM

Fu mio padre, funzionario per lo Stato Francese in Vietnam, che cominciò ad insegnarmi le arti marziali. Avevo 5-6 anni, ed abitavamo in campagna a causa di alcuni problemi. Facevamo combattimento in giardino. Non vi erano club, ma talvolta ci recavamo dal vicino e io combattevo contro i suoi figli, della mia stessa età. Secondo la mentalità vietnamita, imparare a combattere è una necessità, come imparare a leggere. Un uomo deve allenare il suo corpo, sapersi difendere, ma anche apprendere ad insegnare, e divenire mentalmente forte. I Maestri sono rispettati, e ai già ai miei tempi diventare discepolo era come avere un secondo padre, da rispettare e seguire ugualmente come il padre naturale. Allora, i più bravi esperti non raccoglievano molti allievi, e seguivano la concezione tradizionale secondo cui il Maestro era responsabile del suo insegnamento delle tecniche di combattimento, della qualità morale dei suoi allievi, del bene o del male che essi potevano fare alla società.

Mio nonno conosceva lo stile Thieu Lam -ovvero lo stile Shaolin- e me ne ha anche insegnato alcune tecniche. Avveniva tutto in maniera informale, lui mi prendeva da parte e mi mostrava i gesti ad uno ad uno, e anche in questo modo sono stato istruito. Quando sono stato un po’ più grande, ho cominciato a frequentare gli Hao Hao, una setta buddhista che insegnava le arti marziali durante la notte, poiché era proibito della istituzioni francesi. All’epoca ero giovane e bruciavo dal desiderio di apprendere delle tecniche di combattimento. Quell’atmosfera mi rendeva su di giri! Vi fu un periodo in cui si diceva che i Maestri non insegnavano tutte le tecniche, e conservavano per loro alcuni segreti per prevenirsi da un tradimento… Questo era quanto i più grandi maestri riuscirono a farci credere! Sessant’anni più tardi, so bene che non c’è nessun segreto, ma soltanto il lavoro.

Continua..

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QWAN KI DO

In questo numero incontreremo nuovamente il Qwan Ki Do, disciplina rappresentata dal Maestro Pham Xuân Tong, il suo fondatore.

LE ORIGINI CINESI

Un’importante parte del Qwan Ki Do (Guan Qi Tao in cinese) trova le sue origini in Cina, paese riconosciuto come la culla delle arti marziali. Il Maestro Pham Xuân Tong, il Fondatore del Qwan Ki Do ha ricevuto il suo insegnamento dal Grande maestro Chau Quan Ky, maestro cinese rifugiato in Vietnam verso gli anni ’40 del ’900, come molti altri suoi compatrioti. Originario dell’etnia Hakka (tradotto del cinese, “hakka” significa “famiglie viaggiatrici”), Il Maestro Chau Quan Ky, nato nel 1895 nella provincia di Quang Dông in Cina, venne iniziato alle arti marziali da suo zio, sacerdote taoista e direttore di una grande scuola di arti marziali. La sua conoscenza delle arti marziali e della medicina tradizionale fu incontestabile da parte dei numerosi rifugiati cinesi in quell’epoca.

Dopo molti anni vissuti in Vietnam, il Maestro Chau Quan Ki, su consiglio di molti esperti vietnamiti in arti marziali, i Grandi Maestri Lê Van Kiên, Lai Qui e Long Hô Hoi, accettò la cittadinanza vietnamita e di aderire alla federazione della arti marziali vietnamite (Tong Chuôc Quyên Thuât Viêt Nam), per poi creare finalmente la sua prima scuola ufficiale nel 1958 a Phu Nuân, chiamata Vo Duong Hô Hac Trao. Il Maestro Chau Quan Ki a anche apportato al Vietnam le abilità degli stili di arti marziali più rinomati della Cina del Sud.

Continua..

Per la prima volta dal ’75 un giornalista occidentale è riuscito a salire sul treno che corre lungo la più celebre strada ferrata d’Indocina, la «transvietnamita». È un fotoreporter di «Gente Viaggi», Richard Poisson, e il treno su cui ha viaggiato è il simbolo della storia e della miseria, della bellezza e dell’inferno di tutto un Paese. Parte ogni tre giorni da Sai-gon e raggiunge, dopo 52 ore di estenuante tragitto, Hanoi. Eppure, è proprio questo vecchissimo e lento convoglio a portare nella capitale del Nord, la città dei burocrati, il vento del rinnovamento che spira a Saigon, la futura Hong Kong d’Indocina

GENTE VIAGGI – Settembre 1992 di RICHARD POISSON (testo raccolto da: A. Dagnino)
foto: YANN LAYMA (Franca Speranza) – J. Aaronson (Ag. Masi) – B. Simmons (Ag. Volpe)

1) - Vietnam tra passato e futuro: "SUL TRENO PROIBITO"
2)- Per capire Saigon: ALLA VIGILIA DELLA GRANDE SVOLTA
3)- RITORNO A SAIGON
4)- Hanoi: la capitale dei guerrieri-contadini. L’ALTRA ANIMA DEL VIETNAM

 

Fonte Italia Vietnam

Ora

Domani 18 Agosto· 19.30 – 21.00


Luogo
SPIAGGIA LIBERA LAGO DI LEVICO


Creato da

QWAN KI DO LEVICO HE PHAI


Maggiori informazioni
RITROVO ORE 19.15

 

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Dal personale desiderio
di capire il significato pieno
delle espressioni usate
nella pratica delle arti marziali
e la volontà di condividere queste conoscenze, nasce questo glossario.
La prima opera pubblicata in Italia che raccoglie, in modo organico
e completo, le espressioni di tutte
le arti marziali giapponesi.

 

 

GLOSSARIO

OVVERO DIZIONARIO DI
ARTI MARZIALI

di Angela Calcavecchia

Prefazione del Maestro
Giancarlo Bagnulo

Publistampa Edizioni 2010
224 pagine – 16 euro

Gallery Allenamento Phuong Long
con il Su Truong Roberto Vismara

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Visitate il sito Nazionale per le foto

I bastoni…

Numerose sono le forme, le misure e i materiali nella grande famiglia dei bastoni, per quanto concerne le diverse arti marziali.

Si parte dal bastone della misura di una penna, passando per i bastoni lunghi come un braccio, o i bastoni di media taglia, dalla sezione cilindrica o ottagonale, affilati e non, di legno o di metallo , fino ad arrivare ai bastoni lunghi, ad altezza uomo o lunghi anche dai 3 ai 5 metri, perciò ci si può immaginare quante varianti di tecniche vi possono essere.

In Vietnam, il bastone lungo è in bambù pieno (rattan), costituito principalmente da 8 sezioni. Il suo diametro usuale è quello che si può formare con un pollice e un indice della mano, e la sua lunghezza corrisponde all’altezza dell’uomo più un pugno al di sopra della testa.

A seconda delle tecniche, i diametri variano, talvolta anche accorciando l’attacco fino ad arrivare alla distanza di un avambraccio.

Tecnica e Spirito

Il bastone è l’oggetto di difesa (per proteggersi) e utile alla sopravvivenza (per cacciare) più semplice e più usato dalla notte dei tempi.

Nel suo utilizzo come nel suo spirito, esso è un oggetto utile prima d’essere un’arma, è allo stesso tempo difensivo e offensivo, al contrario della sciabola.

Il bastone lungo (Bong ou Côn), come il bastone corto, fa parte delle 18 armi tradizionali della pratica marziale.

Esse sono le prime 18 armi della prima delle 5 famiglia legate ai 5 elementi.

L’elemento Terra è quello corrispondente al bastone e le sue tecniche sono di difesa e di bloccaggio; vengono utilizzati gli attacchi in battuta, gli attacchi di punta, le contro-mosse e maneggi.

Storia

Nella movimentata storia del Vietnam, la pratica del bastone si diffuse in tutta la popolazione (civile e militare) in certi periodi.

Nelle epoche leggendarie (6° dinastia Hung Vuong), si narra delle imprese di un eroe (Phu Dong Thien Vuong) che cacciava negli anni di occupazione cinese con il suo lungo bastone d’acciaio.

Successivamente, dopo molti secoli di trasmissione segreta di quest’arte, da alcuni Maestri ritirati in monasteri, la pratica del bastone è emersa alla luce del sole durante il periodo della lotta per l’indipendenza; così sotto la dinastia dei Tran (1225-1400), vennero create delle Accademie d’arti marziali, con titoli di Dottori d’Arti Marziali, e ciò avvenne anche in tempi più recenti dal 1752 al 1788 con l’imperatore Quan Trung.

Terapia

Di un agevole maneggio e di un’efficacia relativamente rapida, il bastone permette all’uomo, propenso al benessere e alla serenità, di sposare lo spirito e la materia nell’animare il bastone in una maniera spesso affascinante.

L’Uomo è dunque simile agli anziani saggi che possiedono in loro stessi, malgrado la loro calma interiore, un potenziale di possibilità d’esperienza immensa e incrollabile.

Secondo questa espressione artistica, l’uomo cresce all’infuori degli imperativi di rendimento; egli si connette con i germi profondi della sua vitalità e si illumina.

Aldilà del piacere, che consuma come un incendio, l’uomo scopre il buonumore, che illumina come un sole il suo cuore.

Filosofia

Un’antica fiaba ci narra : « Un tempo il Fuoco e la Luce si disputavano in uno spazio immenso. Il Fuoco era allora nero, e il suo calore era ombra; La Luce era fredda e la sua lucentezza ghiacciava, La Terra, senza fiori, in cui gli uccelli non cantavano, non era che uno sterile caos, alimentato dall’eterno combattimento dei due irriducibili avversari.

Venne il giorno in cui si stancarono e le due potenze esclamarono: pace!

Allora, di un impeto non di odio ma di amore, esse si abbracciarono e a quel punto il Fuoco divenne abbagliante e la Luce ardente. La Terra sorrise e sentì la primavera trasalire con i suoi fianchi sotto I raggi di un sola d’oro.»

Questa fiaba ci rivela che l’armonia è il riflesso del dualismo universale chiamato « forza positiva – forza negativa » (Yin-Yang ; Am-Duong).

Queste due entità dirigono e organizzano la Natura. Questa grande legge dei contrasti è lo splendore di questo mondo, l’origine da cui noi traiamo troppo spesso dei fraintendimenti in relazione della nostra gioia d’essere diversi, al fine di trovare un’armonia in un più incisivo accordo.

Così nell’arte marziale, la filosofia (lo spirito) quando è separata dall’azione (la pratica) si inaridisce; la stessa azione isolata non è altro che un vano movimento.

Così il ritmo armonioso del lavoro del bastone, dove lo spirito e tutto il corpo sono sollecitati, è simile ad un programma di computer,poiché alterna la fase positiva a quella negativa, forza e scioltezza, concentrazione e rilassamento, rapidità e lentezza, attacco e difesa, movimento e immobilità, riflessione e intuizione, ecc…

Le strutture dell’uomo-microcosmo costituiscono il riflesso delle celle dell’universo-macrocosmo; se i suoi ritmi vitali sono in sintonia con l’alternanza dei princìpi e le energie positive e negativa, questo riflesso diventa un « sole dorato».

Nella nostra epoca, di tumulto e di violenza, l’arte del bastone lungo, così come per la sua pratica tanto come per il suo spirito, si propone di introdurre il mondo occidentale a tutta questa richezza terapeutica e filosofica.

Traduzione a cura di Jessica Mengali

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