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	<title>Centro Qwan Ki Do Trento</title>
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	<description>Vo Duong Luong Nhat lượng nhất</description>
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		<title>Prepariamo una CALDA STAGIONE</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Sep 2010 16:10:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[4 OTTOBRE]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1 style="text-align: center;"></h1>
<h1 style="text-align: center;"><a href="http://qwankido.ilsoleallorizzonte.it/wp-content/uploads/2010/09/PhotoFunia-fa1934.gif" rel="lightbox[3095]"><img class="aligncenter size-full wp-image-3096" title="4ottobre" src="http://qwankido.ilsoleallorizzonte.it/wp-content/uploads/2010/09/PhotoFunia-fa1934.gif" alt="" width="333" height="500" /></a><span style="color: #ff0000;"> </span></h1>
<h1 style="text-align: center;"><strong>4 OTTOBRE</strong></h1>
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		<title>Il fiato del lottatore</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 07:15:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il fiato del lottatore di Davide Ferro Per un atleta la respirazione è importantissima, per un lottatore ancor di più perchè è la base stessa della propria disciplina; senza “fiato” i lottatore non può lottare. Chiunque abbia effettuato un pò di lotta, anche per gioco, si sarà subito accorto come dopo pochi minuti di avvinghiamento, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>Il fiato del lottatore</h1>
<p>di <strong>Davide Ferro</strong></p>
<p><a href="http://qwankido.ilsoleallorizzonte.it/wp-content/uploads/2010/09/runner.jpg" rel="lightbox[3089]"><img style="border-bottom: 0px; border-left: 0px; display: inline; margin-left: 0px; border-top: 0px; margin-right: 0px; border-right: 0px" title="runner" border="0" alt="runner" align="left" src="http://qwankido.ilsoleallorizzonte.it/wp-content/uploads/2010/09/runner_thumb.jpg" width="204" height="167" /></a> Per un atleta la respirazione è importantissima, per un lottatore ancor di più perchè è la base stessa della propria disciplina; senza “fiato” i lottatore non può lottare. Chiunque abbia effettuato un pò di lotta, anche per gioco, si sarà subito accorto come dopo pochi minuti di avvinghiamento, i polmoni incominciano a richiedere affannosamente altro ossigeno, il corpo si indebolisce e la vista incomincia ad appannarsi. Atleti di altre discipline con muscoli potenti e grossi molto “vanitosi”, sottovalutando l’abitudine al “fiato” dei lottatori, nei primi allenamenti di lotta rimangono di stucco quando dopo pochissimi attimi la loro forza svanisce lasciandoli in quello stato di “stallo” che è ciò che hanno sempre osteggiato, perchè mostra tutta la debolezza fisica e l’umiliazione di essere sottomesso da se stessi.</p>
<p>Ma esiste anche un altro tipo di rammarico che nasce dalla constatazione che in natura la maggior parte di animali nella fase di lotta o nella corsa, instintivamente modula la propria respirazione per trarre vantaggio da ogni particella di ossigeno. La loro abitudine allo sforzo è molto più accentuata dell’uomo che a causa della sua sedentarietà ha ormai poca abitudine a tale sofferenza fisica. Ecco perchè l’allenamento alla lotta ci porta a riapropriarci di quella corporeità animale ed istintiva che incosciamente ogni essere umano desidera. Nelle culture tribali, in popolazione etniche tra le piu’ disparate e nel mondo antico la lotta è sempre connessa con la rappresentazione della natura animale dell’uomo.</p>
<p>&#160;</p>
<p> <span id="more-3089"></span>
<p>Ma come abituare il corpo a respirare da lottatore?    <br />Per i lottatori alle “prime armi” gli allenamenti vedranno più “riprese” di un paio di minuti l’uno, che incomincieranno ad abituarli allo sforzo temporale che in lottatori esperti si prolunga a decine di minuti. Molte lotte indigene o auctotone hanno tempi veramente prolungati per la concezione di un novizio o di un non esperto, come ad esempio le competizioni di lotta turca dove c’è un unico rounds della durata di 40 minuti. E quando si lotta il tempo magicamente rallenta e pochi minuti possono sembrare un eternita’…    <br />La lotta percio’ è uno degli sport dove si richiede maggiormente la preparazione alla respirazione forzata prolungata. Entrambi i livelli di aerobicità e anaerobicità vengono richieste durante questo tipo di impegno fisico. Il lottatore esperto riesce, durante le fasi di mantenimento di posizioni “vigili” e “stabili”, ad effettuare una respirazione rilassata, per passare seguentemente nelle fasi di prese di forza e potenza, ad una respirazione ultra-forzata. Il sibillio che in questi attimi, produce rumore ansimante, ha sempre attirato l’attenzione del pubblico, degli spettatori e di tutti gli uomini che assistevano ed assistono ad un combattimento di lotta. Non per caso il grande scrittore greco, Filostrato, nel vedere i lottatori in allenamento per la preparazione ai giochi olimpici, scrive: il loro respiro è affannoso come gli orsi mentre lottano.    <br />Questo ansimo viene prodotto perchè il lottatore quando incomincia lo sforzo abbandona la respirazione nasale e inizia quella con la bocca. Questa, poco aperta, perchè in tale posizione si aiutano alla contrazione i muscoli del collo, che in un lottatore svolgono una parte importante, e dei tendini della mandibola inferiore, che vengono anch’essi contratti e pronti a chiuderla per sostenere qualche rapido strangolamento, leva o pressioni con il proprio capo o dovuto alle prese o alle spinte dell’avversario. Ma la cosa più importante è che tale sforzo ansimante con l’aiuto della pressione del diaframma porta a sfruttare tutto l’ossigeno presente nei polmoni e a controllare, in una situazione anche di sforzo mentale, la periodicità dell’ inspirazione ed espirazione.    <br />L’ Istruttore dopo aver fatto per alcuni mesi sviluppare il fiato dell’atleta aumentando pian piano la durata dei tempi di lotta, lo abituerà a respirare non con l’allargamento della cassa toracica ma con l’alzamento e l’abbassamento proprio del diaframma. Questa è la respirazione istintiva naturale animale. Se uno si trova davanti un bimbo di qualche anno, non ancora “plagiato” dalla razionalità culturale, noterà subito che egli non respira come fanno normalmente gli adulti ma ha una respirazione addominale.    <br />Ma anche su di noi possiamo osservare che in qualsiasi fase di sforzo inconscio, come il combattere per la vita o scappare da uno spavento o da un pericolo, il nostro corpo ritorna istintivamente a respirare con quel tipo di respirazione.    <br />Questo tipo di fiato sarà sviluppato (descritto nelle fasi di aerobico-anaerobico) alternando momenti forzati di lotta con esercizi di potenziamento che richiederanno “l’attenzione” di altre “parti” del corpo.    <br />L’allenamento prevede anche altre metodologie particolari come quella di stringere oggetti come per esempio il sacco per un determinato periodo di tempo alternandolo a sforzi passivi.    <br />Per gli atleti agonisti lo sviluppo del fiato sarà aiutato anche dall’allenamento alla corsa che non dovrà mai superare un ora a sessione ma che vedrà dei particolari allunghi e stacchi in velocità studiati per sforzare in un certo modo il fiato e formare il lottatore a tutti gli effetti.    <br />Nel caso di atleti di MMA, il discorso diventa anche piu’ complicato perche’ l’agonista dovra’ accostare il fiato da lottatore su descritto con quello da pugile o thai boxer, più aerobico e con un uso diverso del diaframma, più esplosivo con il classico strido di chi colpisce e contrae determinati muscoli.    <br />Purtroppo tutto ciò descritto premettendo che l’allenamento al fiato va effettuato quotidianamente perchè se svolto non con regolarita’ non avra’ alcun sviluppo.</p>
<p>Articolo originale tratto da <strong><a href="http://www.fightordie.it">www.fightordie.it</a></strong> &#8211; <strong>Gian Paolo Doretti</strong></p>
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		<title>Il Go e l&#8217;arte militare</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 07:04:41 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Go ha stretti rapporti con l&#8217;arte militare, allora nell&#8217; antichità i militari più famosi dovevano essere tutti esperti in materia. Fra i 4 romanzi classici più famosi della Cina, il mio preferito è il Romanzo dei tre regni, che racconta la storia dei 100 anni di lotte per la supremazia fra i 3 maggiori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="display: inline; margin-left: 0px; margin-right: 0px" align="left" src="http://italian.cri.cn/mmsource/images/2005/06/15/0a12.jpg" />
</p>
<p>Il Go ha stretti rapporti con l&#8217;arte militare, allora nell&#8217; antichità i militari più famosi dovevano essere tutti esperti in materia.</p>
<p>Fra i 4 romanzi classici più famosi della Cina, il mio preferito è il Romanzo dei tre regni, che racconta la storia dei 100 anni di lotte per la supremazia fra i 3 maggiori signori feudali tra la fine della dinastia Han e l&#8217;inizio della dinastia Jin; nel corso delle continue guerre, emersero molti comandanti militari di grande intelligenza, e quindi molte storie interessanti.</p>
<p>Zhuge Jin era un importante funzionario dello Stato di Wu, fratello maggiore di Zhuge Liang, al servizio invece dello Stato di Shu, famoso per la sua acutezza al punto da essere considerato il simbolo per eccellenza dell&#8217; intelligenza.</p>
<p>Zhuge Jin era invece molto meno intelligente del fratello, ed anche in molti altri settori, come nel Go, non solo non poteva paragonarsi a lui, ma neppure a Lu Xun, un famoso giovane generale dello Stato di Wu. Ora presentero&#8217; a te e ai nostri amici ascoltatori italiani una storia riferita al tempo in cui Zhuge Jin e Lu Xun operavano insieme.</p>
<p> <span id="more-3086"></span>
<p>Nell&#8217;anno 236 il re di Wu Sun Quan si trovava in una situazione molto critica, non riuscendo a resistere neppure con una ferrea difesa, per cui doveva ricorrere ad alcuni attacchi strategici, secondo la teoria del Go, d&#8217; altro canto lo Stato di Shu lo sollecitava ad adottare un&#8217;operazione militare congiunta, quindi Sun Quan decise di attaccare a nord lo Stato di Wei. Lun Xun e Zhuge Jin ricevettero l&#8217; ordine di attaccare Xiang Yang.</p>
<p>Chi mai avrebbe pensato che mentre il combattimento era piu&#8217; accanito, il messaggero delle loro truppe venisse catturato dai nemici, un colpo molto pesante perché Wei poteva cosi&#8217; conoscere l&#8217;intera disposizione militare di Wu, quindi come contnuare a combattere? Saputo ciò, Lu Xun non ne fu affatto preoccupato, convocando invece nella sua tenda i suoi generali, che ritenendo volesse discutere qualche contromisura, si affrettarono a venire. Invece Lu Xun preparo&#8217; la scacchiera, invitandoli a giocare a Go, senza parlare affatto di guerra. Tutti gli ufficiali erano imbarazzati, senza capire a cosa mirasse il comandante, ma non osando disobbedire all&#8217;ordine, iniziarono la partita. Lu Xun giocava contro Zhuge Jin. All&#8217;inizio, per la differenza dei livelli, e anche per l&#8217;ansia, Zhuge Jin sbaglio&#8217;anche le mosse che normalmente conosceva; arrivati a meta&#8217; partita, ormai la situazione non gli era piu&#8217; favorevole, e tenendosi in difesa, mantenne qualche pedina, ma perse tutte le altre. Senza finire la partita, Zhuge Jin saluto&#8217; e se ne ando&#8217;, tornando nella sua tenda pieno di spavento, e decidendo alla fine di rientrare nel Paese. Lu Xun non se ne occupo&#8217; affatto, continuando ogni giorno a giocare a Go con gli ufficiali e a darsi al tiro con l&#8217;arco.</p>
<p>Quanto all&#8217;esercito di Wei, ottenute le informazioni segrete sul nemico, era ancora sospettoso, quindi invio&#8217; spie ad investigare, che tornarono con la notizia che Zhuge Jin se n&#8217;era andato e che Lu Xun ogni giorno giocava a Go e si dava al tiro con l&#8217;arco. Saputo ciò, i generali di Wei pensarono che con un atteggiamento del genere Lu Xun avesse senz&#8217;altro un suo stratagemma, quindi non osarono adottare alla leggera ulteriori iniziative per rompere l&#8217;accerchiamento. In questo modo Lu Xun guadagno&#8217; del tempo prezioso per elaborare un nuovo piano di battaglia, e la sua audacia fu naturalmente molto ammirata dai suoi generali.</p>
<p>Lu Xun considero&#8217; l&#8217;intero campo di battaglia alla stregua di una scacchiera, mentre le vere pedine diventarono uno strumento al servizio della vittoria.</p>
<p><em>via italian.cri.cn</em></p>
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		<title>2010 &#8211; VIAGGIO IN VIETNAM</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 07:33:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Comitato della Lombardia &#8211; 20122 &#8211; Milano (c/o ANPI) Via Mascagni 6 tel. 02/796914 (martedì e giovedì h.16.00÷18.00) &#8211; fax 02/784675 e-mail: ass.italia-vietnam@libero.it 2010 &#8211; VIAGGIO IN VIETNAM 25 OTTOBRE ÷ 10 NOVEMBRE HANOI &#8211; DIEN BIENH PHU &#8211; SAPA &#8211; LA BAIA DI HALONG – HUE &#8211; HOI AN – SAIGON &#8211; IL DELTA [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center">Comitato della Lombardia &#8211; 20122 &#8211; Milano (c/o ANPI) Via Mascagni 6   <br /><b>tel. 02/796914 (martedì e giovedì h.16.00÷18.00) &#8211; fax 02/784675     <br /></b>e-mail: <a href="mailto:ass.italia-vietnam@libero.it">ass.italia-vietnam@libero.it</a></p>
<p align="center">2010 &#8211; VIAGGIO IN VIETNAM   <br />25 OTTOBRE ÷ 10 NOVEMBRE</p>
<p align="center"><img border="0" src="http://www.italia-vietnam.it/pulsanti/Vietnam_Donna_Bilancino.GIF" width="138" height="149" /></p>
<p align="center"><b>HANOI &#8211; DIEN BIENH PHU &#8211; SAPA &#8211; LA BAIA DI HALONG – HUE &#8211; HOI AN – SAIGON &#8211; IL DELTA DEL MEKONG</b></p>
<p align="center"><img border="0" src="http://www.italia-vietnam.it/immagini/1983_Baia_Ha_Long.jpg" width="404" height="75" /></p>
<p align="center"><a href="http://www.italia-vietnam.it/ViaggioVietnam_2010.htm">per info..</a></p>
<p align="left">fonte <a title="http://www.italia-vietnam.it" href="http://www.italia-vietnam.it">www.italia-vietnam.it</a></p>
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		<title>Libro: &#8220;La Principessa e il Pescatore&quot;</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 07:32:15 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Minh Tran Huy é nata nel 1979 a Clamart, nei pressi di Parigi, da genitori vietnamiti emigrati in Francia negli anni &#8217;60. Dopo la laurea, entra a far parte della redazione del prestigioso mensile «Magazine Littéraire». Collabora a trasmissioni culturali per il canale televisivo France 2. Per l&#8217;autrice &#8211; come per la protagonista del romanzo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="display: inline; margin-left: 0px; margin-right: 0px" border="0" align="left" src="http://www.italia-vietnam.it/immagini/Libro_La_Principessa_e_il_Pescatore.jpg" width="294" height="425" />
</p>
<p><b>Minh Tran Huy</b> é nata nel 1979 a Clamart, nei pressi di Parigi, da genitori vietnamiti emigrati in Francia negli anni &#8217;60.    <br />Dopo la laurea, entra a far parte della redazione del prestigioso mensile «Magazine Littéraire». Collabora a trasmissioni culturali per il canale televisivo France 2.    <br />Per l&#8217;autrice &#8211; come per la protagonista del romanzo &#8211; la lettura é stata un espediente per sfuggire alla banalità del reale.    <br />Poi, la scintilla, l&#8217;amore per la scrittura e l&#8217;ambizione di costruire un impianto narrativo che potesse dare forma alla sua visione del mondo.    <br />In questa prova d&#8217;esordio, Minh Tran Huy sceglie di percorrere sentieri che conosce bene e si affida all&#8217;eleganza della parola per tratteggiare ambienti e persone destinati a rimanere.</p>
<p><a href="http://www.italia-vietnam.it/Libro_La_Principessa_e_il_Pescatore.htm">Continua a leggere…</a></p>
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		<title>INIZIO CORSI 4 OTTOBRE</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 06:48:00 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://qwankido.ilsoleallorizzonte.it/wp-content/uploads/2010/09/g1y0k3wGgzne6LSF3j4dg.jpg" rel="lightbox[3077]"><img style="display: block; float: none; margin-left: auto; margin-right: auto; border: 0px;" title="g1y0k3wGgz-ne6LSF3j4dg" src="http://qwankido.ilsoleallorizzonte.it/wp-content/uploads/2010/09/g1y0k3wGgzne6LSF3j4dg_thumb.jpg" border="0" alt="g1y0k3wGgz-ne6LSF3j4dg" width="500" height="335" /></a></p>
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		<title>4 Ottobre iniziano i preparativi!</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Sep 2010 11:47:13 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://qwankido.ilsoleallorizzonte.it/wp-content/uploads/2010/09/BKC7nRh1qW2UWky2qXETFQ.jpg" rel="lightbox[3074]"><img style="border-right-width: 0px; display: block; float: none; border-top-width: 0px; border-bottom-width: 0px; margin-left: auto; border-left-width: 0px; margin-right: auto" title="BKC7nRh1qW2UWky2qXETFQ" border="0" alt="BKC7nRh1qW2UWky2qXETFQ" src="http://qwankido.ilsoleallorizzonte.it/wp-content/uploads/2010/09/BKC7nRh1qW2UWky2qXETFQ_thumb.jpg" width="440" height="405" /></a></p>
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		<title>Articolo: Qwan Ki Do</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Aug 2010 10:55:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[M.Pham Xuan Tong]]></category>
		<category><![CDATA[Qwan Ki Do]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
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		<category><![CDATA[editoria]]></category>

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		<description><![CDATA[Arti Marziali Vietnamite QWAN KI DO In questo numero incontreremo nuovamente il Qwan Ki Do, disciplina rappresentata dal Maestro Pham Xuân Tong, il suo fondatore. LE ORIGINI CINESI Un&#8217;importante parte del Qwan Ki Do (Guan Qi Tao in cinese) trova le sue origini in Cina, paese riconosciuto come la culla delle arti marziali. Il Maestro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://qwankido.ilsoleallorizzonte.it/wp-content/uploads/2010/07/3639_OKM31_AMVietnamie2.jpg" rel="lightbox[2991]"><img title="36-39_OKM31_AMVietnamie-2" style="border-right: 0px; border-top: 0px; display: inline; margin-left: 0px; border-left: 0px; margin-right: 0px; border-bottom: 0px" height="244" alt="36-39_OKM31_AMVietnamie-2" src="http://qwankido.ilsoleallorizzonte.it/wp-content/uploads/2010/07/3639_OKM31_AMVietnamie2_thumb.jpg" width="200" align="left" border="0" /></a> <em>Arti Marziali Vietnamite</em></p>
<p><b>QWAN KI DO</b></p>
<p><b></b></p>
<p>In questo numero incontreremo nuovamente il Qwan Ki Do, disciplina rappresentata dal Maestro Pham Xuân Tong, il suo fondatore.</p>
<p><b>LE ORIGINI CINESI</b></p>
<p>Un&#8217;importante parte del Qwan Ki Do (Guan Qi Tao in cinese) trova le sue origini in Cina, paese riconosciuto come la culla delle arti marziali. Il Maestro Pham Xuân Tong, il Fondatore del Qwan Ki Do ha ricevuto il suo insegnamento dal Grande maestro Chau Quan Ky, maestro cinese rifugiato in Vietnam verso gli anni &#8217;40 del &#8217;900, come molti altri suoi compatrioti. Originario dell&#8217;etnia Hakka (tradotto del cinese, “<i>hakka</i>” significa “famiglie viaggiatrici”), Il Maestro Chau Quan Ky, nato nel 1895 nella provincia di Quang Dông in Cina, venne iniziato alle arti marziali da suo zio, sacerdote taoista e direttore di una grande scuola di arti marziali. La sua conoscenza delle arti marziali e della medicina tradizionale fu incontestabile da parte dei numerosi rifugiati cinesi in quell&#8217;epoca.</p>
<p>Dopo molti anni vissuti in Vietnam, il Maestro Chau Quan Ki, su consiglio di molti esperti vietnamiti in arti marziali, i Grandi Maestri Lê Van Kiên, Lai Qui e Long Hô Hoi, accettò la cittadinanza vietnamita e di aderire alla federazione della arti marziali vietnamite (Tong Chuôc Quyên Thuât Viêt Nam), per poi creare finalmente la sua prima scuola ufficiale nel 1958 a Phu Nuân, chiamata Vo Duong Hô Hac Trao. Il Maestro Chau Quan Ki a anche apportato al Vietnam le abilità degli stili di arti marziali più rinomati della Cina del Sud.</p>
<p> <span id="more-2991"></span>
<p>In effetti, in genere i rami dell&#8217;etnia Hakka si distinguono per le loro pratiche marziali. Uno degli stili principali di questa pratica è lo stile della mantide religiosa, il Duong Lang Chau Gia (Tang Lang Zhu Jia in cinese) o Nam Phai Duong Lang, tecnica di base del Qwan Ki Do. Questo stile venne messo a punto nella provincia di Quang Dong (Canton) da un esperto di nome Châu A Nam.</p>
<p>Questa forma si differisce dalla mantide religiosa del nord. So trovano spesso delle somiglianze a livello di posizioni che imitano gli animali. Le principali caratteristiche di questo stile sono attacchi molto rapidi da parte degli arti superiori, degli attacchi ai punti vitali, delle percussioni alle articolazioni come anche alle gambe. Molti attacchi si effettuano in linea e necessitano una buona gestione della dimensione spazio-tempo.</p>
<p>Un&#8217;altro stile alla base del Qwan Ki Do, conosciuto con il nome di Thiêu Lâm Nam Phai (Shao Lin Nan P&#8217;ai in cinese), sviluppatori nel XVI secolo nel sud della Cina, comprende anche le forme dei cinque animali (long, il dragone; xà, il serpente; hô, la tigre; bao, la pantera; hac, la gru).</p>
<p>L&#8217;ultimo importante apporto degli stili cinesi al Qwan Ki Do è il Nga Mi Phai (Emei P&#8217;ai in cinese). Questo stile è stato largamente diffuso in tutta la regione di Sichuan dopo secoli, in modo che circa 300 scuole ne richiamassero il nome: si può fare l&#8217;esempio della scuola di un celebre monaco taoista, P&#8217;ak Meï T&#8217;ao Jin (Bach Mi Dao Nhân, uomo dalla bianche sopracciglia) di Nga Mi Son o Emei Shan (montagna Emei). A quell&#8217;epoca, la regione di Sichuan era conosciuta per il Da Lôi Dài (combattimento libero da anelli) e incitava tutti gli stili a misurarsi, per vedere quali fossero i migliori, favorendo così anche la ricchezza e lo sviluppo delle tecniche di arti marziali della regione.</p>
<p>Il Qwan Ki Do raggruppa quindi in suo seno gli stili Nga Mi Phai, Duong Lang Châu Gia, e Thiêu Lâm Nam Phai. Questi stili non vengono studiati separatamente ma formano un&#8217;unica sintesi nell&#8217;insegnamento del Qwan Ki Do.</p>
<p><b>L&#8217;INFLUSSO VIETNAMITA</b></p>
<p>Il Võ è, in Vietnam, un termine popolare che raggruppa due significati: uno culturale e uno marziale. Questo termine ingloba quattro millenni di storia di un popolo che non ha cessato di lottare per la sopravvivenza e per conservarsi. Durante la dinastia di Hong Bang (2879-258 a.C.), l&#8217;imperatore di Van Lang (antico nome dell&#8217;attuale stato del Vietnam) riunì la cultura, la medicina, la filosofia e l&#8217;arte marziale vietnamita, raggruppando queste discipline sotto il nome di Võ. Più tardi, (dal 221 a.C. Al 939 d.C.), il Vietnam venne colonizzato dalla Cina e in questo periodo di difficoltà nascerà uno spirito ribelle e combattivo, diretto dai grandi maestri di arti marziali del Vietnam (Trung, Triêu Trinh Nuong, Ly Nam Dê, Triêu Quang Phuc). Successivamente, l&#8217;imperatore Ngo Quyên (939-965) vinse la più grande battaglia della rivoluzione vietnamita, Bach Dang Giang, che liberò il popolo dal giogo cinese. A quei tempi, gli allenamenti avevano luogo in ambienti familiari e scolari, secondo regole molto rigide, ma il Võ si sviluppò eliminando il suo carattere segreto, tenendo conto delle circostanze politiche , conoscendo anche tre periodi di diffusione: con la dinastia dei Tien Ly (1009-1073), con la dinastia dei Tran (1125-1400) e con la dinastia dei Quang Trung (XVIII secolo). Nel corso di questi tre periodi, l&#8217;arte marziale vietnamita ritorna in un luogo importante, come quello della letteratura, nell&#8217;insegnamento nazionale.</p>
<p><i></i></p>
<p align="center"><i><font color="#ff0000"><strong>“Il Qwan Ki Do è nato in Francia, deve le sue origini al Vietnam ma la sua vera patria è il regno senza frontiere dell&#8217;Uomo”</strong></font> </i></p>
<p align="center"><em></em></p>
<p align="center"><i><strong>“Il legame tra Francia e Vietnam è evidente, ed è insito nel campo delle arti marziali”.</strong></i></p>
<p align="right"><strong><em>Maestro Pham Xuân Tong.</em></strong></p>
<p>Vennero creati dottorati in Arti Marziali e, allo stesso tempo, venne aperta l&#8217;Università Reale delle Arti Marziali, Giang Vô Duong.</p>
<p>Sfortunatamente con la dinastia dei Nguyên (1802-1945) e durante la colonizzazione francese (1883-1945) il Vô venne trascurato e venne considerato una pratica sovversiva per l&#8217;amministrazione coloniale. Per questo motivo, questo stile doveva venire praticato di nascosto e quindi si sviluppò separatamente dalla diverse scuole di arti marziali, al fine di conservare una grande discrezione ma al fine di evitare ugualmente la localizzazione da parte del potere coloniale corrente al tempo. Le scuole ricalcarono sovente i nomi delle regioni del Vietnam. Grazie al Maestro Pham Tru ma anche ad altri Maestri, Lê Van Kiên, Long Hô Hoi e Phan Thành Su, questi stili di arti marziali vietnamiti si ritrovarono in ugual modo all&#8217;origine ed alla sintesi del Qwan Ki Do. Si vedono quindi gli influssi di scuole Võ. </p>
<p>Il legame tra la francia e il Vietnam è evidente in più o meno tutti i settori: sociale, culturale, storico, scientifico&#8230; e anche nel campo delle arti marziali. Se si pensa agli anni &#8217;50, molti maestri di arti marziali si allenarono e insegnarono in Francia: il Maestro Dang Trân Thuong, il Maestro Hoang Nam, il Maestro Nguyên Tring Hoà, il Maestro Nguyên Duc Môc. Ma lo sviluppo delle arti marziali vietnamite avviene soprattutto negli annni &#8217;70. </p>
<p>E&#8217; a quell&#8217;epoca che ha luogo una riunione, storica per le arti marziali in Francia, nel dicembre del 1969 presso il Maestro Bui Van Thinh a Massy-Palaiseau, nel dipartimento parigino. In qeusta riunione i Maestri posero le basi delle prime strutture federali. Il Maestro Pham Xuân Tong si trovava tra i principali sei membri fondatori. Una dozzina di anni più tardi, e precisamente nel 1981, apparse il nome del Qwan Ki Do – Quan Khi Dao: il Maestro Pham Xuân Tong, sintetizzando le scuole cinesi e vietnamite ereditate, mise le basi di un&#8217;arte marziale che oggi è presente in una trentina di stati nel mondo e conta migliaia di praticanti nel mondo. </p>
<p>Il Qwan Ki Do – Quan Khi Dao significa via dell&#8217;energia corporea. Il nome Qwan Ki Do, viene scritto foneticamente sotto questa forma per facilitare la comprensione e la pronuncia occidentale; questo nome dona a questo stile la sintesi di numerose scuole di arti marziali per commemorare il Grande Maestro scomparso, il Maestro Châu Quan Ky, ma anche per comodità di comprensione e pronuncia in Occidente.</p>
<p>La creazione della World Union of Qwan Ki Do nel 1981, con sede in Italia, ha permesso di creare una cornice ottimale per lo sviluppo del Qwan Ki Do a livello internazionale.</p>
<p><b>UNA PRATICA MULTIPLA</b></p>
<p>La grande ricchezza tecnica e culturale ha permesso di strutturare il Qwan Ki Do in molte sfere: la parte “<i>mani, piedi nudi</i>”, con i suoi principali stili: Nga Mi Phai, Duong Lang Châu Gia, Thiêu Lâm , Nam Phai, Vo Bac Ninh, Vo Quang Binh ma anche con grandi specificità come “<i>Cao Tiên”:</i> forbici in volo, <i>“Nghanhn Phap”; </i>tecniche di rottura, <i>“Linh Thu”;</i> tecniche zoomorfiche, <i>“Nhâp Nôi”; </i>attacchi “<i>Khi Phap”; </i>tecniche specifiche di respirazione e molte altre.</p>
<p>Vi è anche il “<i>Co Vo Dao”, </i>armi tradizionali, “<i>Phong Vê Tôv Chiên”, </i>tecniche anti-aggressione; Tâm Khi Thê (ginnastica psico-corporea); Vu Lân (danza del dragone).</p>
<p><b>PER TUTTO IL PUBBLICO</b></p>
<p>I bambini presentano una parte importante dei praticanti. L&#8217;insegnamento viene adattato alla loro età e alla loro morfologia. <i>“Si tratta soprattutto di un&#8217;iniziazione, una preparazione alla pratica effettiva dell&#8217;arte marziale, ed essa comprende: esercizi fisici adatti al loro livello, giochi educativi, di rilassamento, tecniche di base, forma codificate.</i>” La durata dell&#8217;allenamento è più breve, e l&#8217;atmosfera è più distesa rispetto a quella degli allenamenti degli adulti, sebbene vengano ugualmente rispettati i rituali e la stessa disciplina. Non vi è violenza nei movimenti, ma la costante ricerca dell&#8217;equilibrio, della perfezione del movimento, della bellezza, dell&#8217;efficacia, con un profondo rispetto per il compagno.</p>
<p><b>ANCHE LA COMPETIZIONE</b></p>
<p>Da qualche anno si nota un aumento di presenze femminili e di persone avanzate in età nelle arti marziali. Il Qwan Ki Do non fa eccezione alla regola. La dolcezza e la bellezza del metodo adottato durante gli allenamenti, pone come davanti a tutto l&#8217;armonia del corpo. Il praticante di QWAN KI DO, indipendentemente dell&#8217;età o dal sesso, sente in breve tempo le gioie dovute ad una buona condizione fisica e ad un&#8217;eccellente salute morale, grazie alle tecniche di respirazione e di rilassamento impartite.</p>
<p>Gli incontri tra i praticanti e le competizioni ufficiali, sia a livello nazionale che internazionale, sono basate su regolamenti di arbitraggio specifici e originali, nel Qwan Ki Do: una sola mano guantata, la destra, ha il diritto di toccare il capo, mentre l&#8217;altro pugno non può che colpire soltanto al corpo.</p>
<p>Queste competizioni sono facoltative per i praticanti, tuttavia esse sono parte integrante dell&#8217;attività del Qwan Ki Do. Un regolamento di arbitraggio molto rigido, messo a punto dal Fondatore del Qwan Ki Do e la sua equipe di arbitraggio, dagli albori della creazione del metodo, permette al praticante di svolgere l&#8217;incontro con la massima sicurezza, e questo origina uno spirito constante di superamento di se stessi “<i>Vuot Nga</i>” e rispetto reciproco. Per fornire un esempio: sono vietati i colpi di tallone alla testa, ma anche dei colpi di testa, di ginocchio, di gomito; si utilizza nel combattimento un casco con una griglia di protezione, la pettorina, la conchiglia, il paradenti, il paratibie, per le categorie dei bambini e delle donne; sono tollerati le forbici al corpo, le proiezioni, le spazzate ecc.</p>
<p>Queste forme di incontri, dopo la creazione di questo metodo, guidarono alla concretizzazione di Competizioni a livello nazionale, ma anche a livello Internazionale e Mondiale. Esistono infatti: il Campionato d&#8217;Africa, il Campionato Panamericano, il Campionato d&#8217;Europa e il Campionato del Mondo.</p>
<p><b><i>Articolo del mese di Marzo 2009 sulla rivista</i></b></p>
<p><b><i>Ringraziamenti a Nicolas Droniuc</i></b></p>
<p><b><i>Traduzione in lingua Italiana a cura di Jessica Mengali</i></b></p>
<p><strong><em></em></strong></p>
<p><strong><em>&#160;<a href="http://qwankido.ilsoleallorizzonte.it/wp-content/uploads/2010/07/3639_OKM31_AMVietnamie1.jpg" rel="lightbox[2991]"><img title="36-39_OKM31_AMVietnamie-1" style="border-right: 0px; border-top: 0px; display: inline; border-left: 0px; border-bottom: 0px" height="175" alt="36-39_OKM31_AMVietnamie-1" src="http://qwankido.ilsoleallorizzonte.it/wp-content/uploads/2010/07/3639_OKM31_AMVietnamie1_thumb.jpg" width="244" border="0" /></a><strong><em><a href="http://qwankido.ilsoleallorizzonte.it/wp-content/uploads/2010/07/3639_OKM31_AMVietnamie21.jpg" rel="lightbox[2991]"><img title="36-39_OKM31_AMVietnamie-2" style="border-right: 0px; border-top: 0px; display: inline; border-left: 0px; border-bottom: 0px" height="173" alt="36-39_OKM31_AMVietnamie-2" src="http://qwankido.ilsoleallorizzonte.it/wp-content/uploads/2010/07/3639_OKM31_AMVietnamie2_thumb1.jpg" width="244" border="0" /></a></em></strong></em></strong></p>
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		<title>REPORTAGE  &#8211;  GENTE VIAGGI  &#8211;  SETTEMBRE 1992</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Aug 2010 07:07:00 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="display: inline; margin-left: 0px; margin-right: 0px" height="217" src="http://www.italia-vietnam.it/immagini/GV_1992_001.jpg" width="292" align="left" border="0" />Per la prima volta dal &#8217;75 un giornalista occidentale è riuscito a salire sul treno che corre lungo la più celebre strada ferrata d&#8217;Indocina, la «transvietnamita». È un fotoreporter di «Gente Viaggi», Richard Poisson, e il treno su cui ha viaggiato è il simbolo della storia e della miseria, della bellezza e dell&#8217;inferno di tutto un Paese. Parte ogni tre giorni da Sai-gon e raggiunge, dopo 52 ore di estenuante tragitto, Hanoi. Eppure, è proprio questo vecchissimo e lento convoglio a portare nella capitale del Nord, la città dei burocrati, il vento del rinnovamento che spira a Saigon, la futura Hong Kong d&#8217;Indocina
<p><b>GENTE VIAGGI &#8211; Settembre 1992 </b>di RICHARD POISSON (testo raccolto da: A. Dagnino)    <br />foto: YANN LAYMA (Franca Speranza) &#8211; J. Aaronson (Ag. Masi) &#8211; B. Simmons (Ag. Volpe)</p>
<p><a href="http://www.italia-vietnam.it/#Vietnam:_tra_passato_e_futuro_-_SUL_TRENO_PROIBITO">1) -</a> <a href="http://www.italia-vietnam.it/#Vietnam:_tra_passato_e_futuro_-_SUL_TRENO_PROIBITO">Vietnam tra passato e futuro: &quot;SUL TRENO PROIBITO&quot;</a>    <br /><a href="http://www.italia-vietnam.it/#2)_-_Per_capire_Saigon_._ALLA_VIGILIA_DELLA_GRANDE_SVOLTA__di_ROBERTO_BONZIO">2)- Per capire Saigon: ALLA VIGILIA DELLA GRANDE SVOLTA</a>    <br /><a href="http://www.italia-vietnam.it/#RITORNO_A_SAIGON">3)- RITORNO A SAIGON</a>    <br /><a href="http://www.italia-vietnam.it/#HANOI:_la_capitale_dei_guerrieri/contadini._Laltra_anima_del_Vietnam">4)- Hanoi: la capitale dei guerrieri-contadini. L&#8217;ALTRA ANIMA DEL VIETNAM</a></p>
<p>&#160;</p>
<p><em><a href="http://www.italia-vietnam.it/Gente_Viaggi_1992.htm">Fonte Italia Vietnam</a></em></p>
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		<title>Promemoria: allenamento al Lago</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Aug 2010 10:58:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Ora Domani 18 Agosto· 19.30 &#8211; 21.00 Luogo SPIAGGIA LIBERA LAGO DI LEVICO Creato da QWAN KI DO LEVICO HE PHAI Maggiori informazioni RITROVO ORE 19.15]]></description>
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<p>Domani 18 Agosto· 19.30 &#8211; 21.00</p>
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<p>Luogo   <br />SPIAGGIA LIBERA LAGO DI LEVICO</p>
<hr />
<p>Creato da</p>
<p><a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=246197936182">QWAN KI DO LEVICO HE PHAI</a></p>
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<p>Maggiori informazioni   <br />RITROVO ORE 19.15</p>
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